Programma
XXIV Edizione — 21-28 Marzo 2026
Le sezioni del festival
Scopri le quattro anime della XXIV edizione del B.A. Film Festival.
Concorso Italiano
La competizione dedicata al meglio del cinema italiano contemporaneo. Una selezione rigorosa di opere che rappresentano la vitalità e la diversità del panorama cinematografico nazionale, dai registi emergenti ai talenti più affermati.
Concorso Internazionale
Il concorso internazionale riunisce opere provenienti da tutto il mondo, offrendo uno sguardo sulle cinematografie più innovative e stimolanti del panorama globale. Storie, linguaggi e visioni che attraversano confini e culture.
Prima di diventare grandi
Una retrospettiva unica dedicata alle opere prime dei grandi registi. Un viaggio affascinante alle origini del talento, per riscoprire come i maestri del cinema hanno mosso i loro primi passi nel mondo della settima arte.
Eventi Speciali
Masterclass con registi e attori di fama internazionale, incontri con gli autori, tavole rotonde sul futuro del cinema e proiezioni speciali. Momenti unici di approfondimento e dialogo tra il pubblico e i protagonisti del grande schermo.
Programma giornaliero
Il calendario completo delle proiezioni e degli eventi, giorno per giorno.
Eventi Speciali
Mauro Ermanno Giovanardi — E poi scegliere con cura le parole
La pre-apertura della manifestazione è affidata a Mauro Ermanno Giovanardi, che presenterà il suo nuovo album E poi scegliere con cura le parole.
«Tra quelli fatti da trent'anni a questa parte è il mio disco più pensato, soppesato, aspettato… e anche il più travagliato — racconta Giovanardi — Al suo interno, tra le sue pieghe, c'è tutto il mio modo di essere e il mio approccio alla musica: fatto di disciplina, costanza, sacrificio e, contemporaneamente, di amore, rispetto, senso etico, morale ed esistenziale. È, tra tutti, il disco più esistenzialista che abbia mai realizzato. Un'esistenzialità che però non si lascia trascinare né trascina nell'oscurità, nel maelström del malessere, ma che viene affrontata con una certa leggerezza. Una "leggerezza pensosa", per dirla con Calvino nelle Lezioni Americane».
Scerbanenco tra romanzi, cinema e fumetto
Elisabetta Sgarbi ed Eugenio Lio, regista e sceneggiatore di L'isola degli idealisti (2024), presenteranno l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo "perduto" di Scerbanenco, prima proposto dalla loro Nave di Teseo. All'incontro interverranno anche Alberto Pezzotta, che ha da poco pubblicato per Mimesis Il noir italiano prima e dopo Scerbanenco, esaustiva ricognizione sul giallo e nero italiano dal secondo dopoguerra ai '70, e Paolo Bacilieri, artefice dei recenti adattamenti a fumetti di Venere privata e Traditori di tutti — rispettivamente il primo e il secondo della "quadrilogia di Duca Lamberti" (1966) — pubblicati da Oblomov nel 2022 e nel 2025.
L'isola degli idealisti — Giorgio Scerbanenco
- Il romanzo unisce elementi del giallo con una forte riflessione morale e psicologica sui rapporti umani.
- L'isola diventa uno spazio simbolico, quasi claustrofobico, in cui emergono tensioni, segreti e ambiguità etiche.
- Scerbanenco costruisce personaggi complessi, spesso contraddittori, lontani da ogni idealizzazione.
- Il tema centrale è il conflitto tra idealismo e realtà, tra aspirazioni morali e fragilità umane.
- La narrazione alterna introspezione e suspense, mantenendo costante la tensione emotiva.
- Lo stile è sobrio e preciso, con dialoghi incisivi che rivelano psicologie e rapporti di potere.
- L'ambiente isolato favorisce l'indagine sui sentimenti e sulle responsabilità individuali.
- Nel complesso, l'opera riflette sul limite dell'utopia e sull'inevitabile complessità dell'agire umano.
The Chronology of Water
Il BAFF 2026 presenterà l'anteprima italiana di The Chronology of Water, esordio dietro la macchina da presa dell'attrice americana Kristen Stewart, distribuito in Italia da Wanted Cinema e presentato al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard.
Raggiunta la fama planetaria con il ruolo di Bella Swan nella saga di Twilight, poi interprete per Woody Allen, Olivier Assayas, David Fincher, Sean Penn e David Cronenberg, nel 2025 Stewart firma il suo primo lungometraggio. Tratto dall'autobiografia della scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, il film narra la storia di una giovane donna cresciuta in un ambiente devastato dalla violenza e dall'alcol, che trova rifugio nella letteratura e nelle parole una libertà inaspettata.
Evento Speciale — Brebbia e Ferri
In collaborazione con la trasmissione di Rai 3 Fuori Orario, inauguriamo una nuova sezione dedicata a linguaggi sperimentali del passato e del presente, in due incontri — a metà tra masterclass e proiezione — dedicati a due autori eccentrici e indomabili: il varesino Gianfranco Brebbia e il bergamasco Luca Ferri.
Della vasta e sommersa opera di Brebbia (1923–74), Fulvio Baglivi (Rai 3) parlerà con la figlia del filmmaker Giovanna Brebbia e il critico Mauro Gervasini. Altrettanto instancabile è Luca Ferri, che in dialogo con Roberto Turigliatto (Rai 3) presenterà il suo film più recente, Il Damo.
Masterclass
6 appuntamenti con grandi autori del cinema documentario e di ricerca.
Lezione su Abel Ferrara
Lezione eccellente sull'ospite di apertura del festival, Abel Ferrara, tenuta dal direttore artistico Giulio Sangiorgio. L'incontro è pensato per gli studenti ma aperto a tutti gli appassionati che vogliano prepararsi per la serata con il regista statunitense.
Sabato 21 marzo, ore 16:00 — Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni
Il gesto delle mani — Incontro con Francesco Clerici
Proiezione de Il gesto delle mani di Francesco Clerici, che segue il processo di creazione di una delle sculture dell'artista Velasco Vitali, dalla cera al bronzo, presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. A seguire incontro con l'autore che racconterà il suo lavoro di documentarista e formatore.
Domenica 22 marzo, ore 10:00 — Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni
Francesco Giullare di Dio — con Michelangelo Frammartino
In occasione degli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d'Italia, proiezione di Francesco, Giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini. A commentare il film sarà il regista Michelangelo Frammartino, già ospite del BAFF nel 2025. «Conoscere oggi il cinema di Roberto Rossellini è fondamentale — per la sua epoca il grande regista aveva già previsto e realizzato tutto il cinema contemporaneo e di ricerca possibile» (Giulio Sangiorgio).
Domenica 22 marzo, ore 16:00 — Cinema Fratello Sole
Omaggio a Frederick Wiseman — Masterclass con Luca Mosso
Omaggio a Frederick Wiseman, uno dei più grandi documentaristi della storia del cinema, scomparso il mese scorso. Verrà presentata l'opera di esordio Titicut Follies, che riprende l'inferno del manicomio criminale di Bridgewater in Massachusetts. Al termine masterclass su Wiseman curata da Luca Mosso, direttore di Filmmaker Festival Milano.
Lunedì 23 marzo, ore 10:00 — Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni
Afterlives — Incontro con Kevin B. Lee
Kevin B. Lee, uno dei maggiori autori di video essays del mondo (oltre 360 produzioni), è al BAFF con il suo primo lungometraggio Afterlives, che affronta in modo critico le tracce storiche e digitali della propaganda estremista, interrogandosi su come le immagini di violenza circolino, mutino e persistano. «Un'occasione straordinaria per vedere il film di esordio di un artista che riflette con le immagini sulle immagini» (Giulio Sangiorgio).
Giovedì 26 marzo, ore 15:00 — Cinema Fratello Sole
Canone effimero — Gianluca e Massimiliano De Serio
I registi torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio presenteranno Canone effimero, già selezionato alla Berlinale. Il documentario è una sorta di archivio di un'Italia che sta scomparendo, tra riti, luoghi e culti musicali che si stanno perdendo. Immagini suggestive e un cinema inteso come riserva e memoria.
Venerdì 27 marzo, ore 15:00 — Cinema Fratello Sole
Prima di diventare grandi
Proiezioni e incontri dedicati alla scoperta del cinema italiano attraverso analisi e dialogo con i protagonisti.
La ragazza nella nebbia
La ragazza nella nebbia (2017) di Donato Carrisi è un thriller psicologico che costruisce la tensione più sull'atmosfera che sull'azione. La regia utilizza la nebbia come elemento simbolico, rappresentando l'ambiguità morale e l'incertezza della verità. La narrazione non lineare, con continui flashback, riflette la frammentazione del punto di vista e coinvolge lo spettatore nel gioco investigativo.
Il personaggio dell'ispettore Vogel incarna la spettacolarizzazione mediatica del crimine, criticando il rapporto tra giustizia e opinione pubblica. La fotografia fredda e i toni desaturati accentuano il senso di isolamento del piccolo paese alpino. Il montaggio serrato mantiene alta la suspense pur privilegiando il lato psicologico rispetto a quello d'azione. Le interpretazioni, in particolare quella di Toni Servillo, danno profondità ai conflitti interiori. Nel complesso, il film riflette sul tema della verità manipolata e sulla fragilità della percezione.
I tartassati (1959)
I tartassati, diretto da Steno, è una commedia satirica sul conflitto tra un commerciante evasore e un maresciallo della Guardia di Finanza. Il film unisce comicità e critica sociale, tipiche della commedia italiana del dopoguerra. Totò costruisce un personaggio furbo e opportunista attraverso giochi linguistici e gag memorabili.
Il maresciallo di Aldo Fabrizi rappresenta legalità e rigore morale. La regia privilegia dialoghi veloci e tempi comici serrati. L'ambientazione urbana riflette i contrasti dell'Italia della ricostruzione. Il film ironizza sul rapporto tra cittadini e Stato, offrendo una satira ancora attuale.
Visioni Future. Primi passi d'autore — III Edizione
Giunto alla terza edizione, il concorso Visioni Future. Primi passi d'autore è dedicato a studentesse e studenti di scuole e accademie di cinema, nonché a giovani aspiranti registi e autori che hanno realizzato un cortometraggio come tesi di laurea, diploma finale, esercitazione curricolare o produzione esterna durante il proprio percorso di studi.
Il contest, organizzato da Milano Film Network e dall'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, ha l'obiettivo di supportare i giovani talenti nel loro percorso verso l'avviamento professionale. Gli autori delle dieci opere migliori saranno ospitati a Busto Arsizio, durante la settimana del festival, per partecipare a lezioni e laboratori pensati per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro. Nei tre giorni di workshop sarà possibile incontrare decision maker del mondo del cinema, ricevere consigli su come valorizzare il proprio lavoro nei festival ed elaborare il soggetto di un nuovo progetto con tutor esperti.
Gli aspiranti registi selezionati provengono dalle Accademie di Belle Arti di Palermo, Bari, Torino e Milano; dalla NABA di Milano, dall'IUAV di Venezia, dalla scuola di cinema Volontè di Roma, dall'Istituto Antonioni di Busto Arsizio, dalla Cisa di Lugano e da Ca' Foscari di Venezia.
I Tutor che seguiranno i ragazzi sono Alice Arecco, Luca Mosso e Ivan Casagrande Conti di Milano Film Network; Andrea Caccia e Marco Longo docenti dell'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.
Evento Speciale — Brebbia e Ferri
In collaborazione con la trasmissione di Rai 3 Fuori Orario.
Brebbia e Ferri
In collaborazione con la trasmissione di Rai 3 Fuori Orario, inauguriamo una nuova sezione dedicata a linguaggi sperimentali del passato e del presente, in due incontri — a metà tra masterclass e proiezione — dedicati a due autori eccentrici e indomabili: il varesino Gianfranco Brebbia e il bergamasco Luca Ferri.
Della vasta e sommersa opera di Brebbia (1923–74), Fulvio Baglivi (Rai 3) parlerà con la figlia del filmmaker Giovanna Brebbia e il critico Mauro Gervasini. Altrettanto instancabile è Luca Ferri, che in dialogo con Roberto Turigliatto (Rai 3) presenterà il suo film più recente, Il Damo.
Mostre
Guerre dimenticate. La realtà supera la finzione
È una video-installazione realizzata dal collettivo Memora per il B.A. Film Festival. Il progetto unisce fotografia e video reportage per riflettere sulle guerre poco raccontate dai media e sulle conseguenze invisibili dei conflitti contemporanei.
L'installazione presenta due fotografie di Davide Canella, tratte dalle serie Siria Intima e Dunkerque, dall'altra parte della Manica, che offrono uno sguardo intimo e non spettacolare sui territori segnati dalla guerra.
Accanto alle immagini, uno schermo TV da 70 pollici trasmette in loop tre reportage video:
- Rivoluzione in Myanmar di Carlo Cozzoli (7'), sulle proteste nel paese asiatico
- Fede e Guerra (1'30''), video sull'allestimento della mostra del collettivo Memora a Milano
- Cicatrici della Terra di Carlo Cozzoli e Francesco Maviglia (8'), dedicato alle conseguenze ambientali e sociali dei conflitti in Nigeria
L'insieme di fotografie e video costruisce un ambiente immersivo che invita il pubblico a riflettere sulle guerre dimenticate, sui territori marginali dell'informazione e sulla memoria dei conflitti.
BAFF in Libreria
BAFF in Libreria offre occasioni preziose per ragionare e discutere di cinema insieme a scrittori, autori e giornalisti. Tre i saggi proposti quest'anno:
Flashback. Il cinema americano come riflesso politico culturale degli anni '80
Descrive film, serie TV, registi, sceneggiatori e attori che hanno caratterizzato il periodo, approfondendo il legame tra approccio artistico e peculiarità politiche, storiche e culturali. Un libro che permette di riscoprire un decennio di sperimentazioni estetiche, innovazioni narrative e personaggi indimenticabili, e che invita il lettore a guardare il cinema non solo come spettacolo, ma come specchio della società e della storia.
Checco Zalone – Da Cado dalle nubi a Buen Camino. Di cosa ridiamo quando ridiamo di lui
Il critico cinematografico Gianni Canova analizza il fenomeno comico di Checco Zalone e il suo enorme successo nel cinema italiano contemporaneo. Tra analisi cinematografica e riflessione culturale, il libro esplora il modo in cui Zalone racconta l'Italia, i suoi vizi e le sue contraddizioni, attraverso una risata capace di parlare a un pubblico vastissimo.
La fine della fine
Una riflessione sul modo in cui oggi raccontiamo e consumiamo le storie. In un'epoca dominata dalla serialità e dalla fruizione immediata dei contenuti, Ferrario si interroga su cosa significhi ancora dare una "fine" a un racconto. Attraverso ricordi personali e considerazioni sul cinema contemporaneo, esplora il rapporto tra narrazione, tecnologia e immaginario collettivo.